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Questo articolo è stato pubblicato da Sov sulla rubrica XitSoft della RASI (Rete Associativa per il Socialismo Italico), ma non è stato ripubblicato sul sito ufficiale della Xitsoft fino ad oggi (31 dicembre 2025). Il sito della RASI non riporta la data ufficiale della pubblicazione dell'articolo.


LA FRONTIERA VA A MORIRE, O COME ABBIAMO PERSO L'INTERNET LIBERO

Di Sov

Internet, per la mia generazione (la famosa GenZ), è stata una frontiera di libertà in un mondo soffocante. Ben coscienti di non essere stati i primi in questa frontiera, ma anzi di aver vissuto sulle spalle di giganti, abbiamo trovato rifugio in un luogo lontano dalla vita reale. Un luogo senza dubbio pericoloso, ma libero, dove poter essere noi stessi, dove poter dire quello che pensavamo ed esprimerci dietro un alter ego, dietro una proiezione di noi stessi sulla quale avevamo effettivo controllo, al contrario della persona reale, la quale è sempre sotto lo scrutinio e le pressioni della società.

Ma come la frontiera del vecchio west, quello spirito di libertà sta morendo. I burocrati da Bruxelles a Washington hanno preso la decisione unanime che questa libertà non può essere tollerata. Ogni uomo, ogni donna deve essere sotto il controllo statale sia nella vita reale che sulla rete. Ogni persona sulla rete deve essere facilmente ricollegabile a una persona reale, ogni opinione condivisa sulla rete deve essere quella approvata dallo stato, e ogni opinione di dissenso rintracciata a chi l’ha espressa e quella persona va punita per quell’opinione. Ogni forma d’arte in dissenso con lo status quo va distrutta, resa inaccessibile e il suo autore punito per la sua degenerazione e protesta.

Ovviamente questo controllo arriva nei due incarti preferiti della destra borghese: proteggere i bambini e la sicurezza nazionale. Vogliono convincere le persone che è assolutamente necessario che il tuo ID governativo sia legato a ogni tuo profilo internet e ogni tua conversazione monitorata perché “sia mai che un minore entri in contatto con qualcosa di NSFW” o “sia mai che dici qualcosa che non è socialmente accettabile”. Questo appello falso alle più basiche emozioni umane non può e non deve convincerci a supportare la censura e il super controllo dell’internet. Non possiamo permettere che le ombre nella caverna del pedofilo, del terrorista e del sesso ci guidino cecamente alla censura e all’abbandono della nostra privacy. Il mantra “se non hai nulla da nascondere non hai nulla da temere” è la più grande menzogna creata nell’occidente post 11 settembre con la quale si sono giustificate le più terribili violazioni dei diritti umani. Inoltre è ben chiaro che queste non sono le vere motivazioni di questo improvviso controllo sulla rete. I veri mandanti non sono i gruppi terf come Collective Shout o i burocrati dell’NSA (i quali al massimo sono complici) ma sono le lobby sioniste. L’internet libero è diventato un megafono per l’antisionismo (e sfortunatamente anche per l’antisemitismo) e le lobby sioniste non possono accettarlo. Chi tra di voi è stato attento potrebbe notare gli echi col ban di TikTok e vi assicuro che i mandanti sono assolutamente gli stessi per gli stessi motivi. I sionisti hanno capito che non siamo come i nostri padri, hanno capito che il monopolio sull’informazione mainstream non basta più, che il loro megafono di propaganda continua a cadere su orecchie che sono sorde ad esso. E per questo motivo sono disperati e cercano a tutti i costi di nascondere, occultare e propagandare.

Tuttavia tutti questi politici, lobbisti e attivisti lavorano contro se stessi: quanto più cercano di censurare, quanto più saranno respinti. La loro popolarità non solo è crollata, ma ideali sempre più radicali si fanno strada nel discorso pubblico. Gli Stati Uniti discendono lentamente in dei nuovi anni di piombo; in Inghilterra non solo si prelude al disordine e alla guerra civile, ma le enormi tensioni in Irlanda del Nord seppellite dal “Good Friday Agreement” si preparano a riscoppiare. In Europa, non così silenziosamente, il dissenso politico aumenta a dismisura, contro la censura, la guerra e l’austerity. Non solo hanno avuto l’opposto di quello che volevano, la popolazione è diventata ancora più ostile.

Quella che stiamo vedendo ora è la realizzazione di un piano decadi nella sua costruzione.

Già nel 2002, Mark P. Mills e Peter W. Huber scrivevano nel loro articolo “How Technology Will Defeat Terrorism” ovvero “come la tecnologia sconfiggerà il terrorismo”: “Il riconoscimento delle minacce è, fondamentalmente, un esercizio di analisi e trasmissione di informazioni. Sistemi di imaging e transponder genereranno enormi quantità di dati digitali; reti intelligenti, software di riconoscimento di pattern e database remoti daranno un senso ai dati man mano che arrivano, principalmente confrontando l’immagine a disposizione con ampi database di immagini archiviate. Non possiamo iniziare a monitorare adeguatamente il flusso di persone e merci senza un massiccio impiego di tecnologie digitali che svolgano queste funzioni per noi.

Il primo passo è dividere il mondo civile in due, separando i collaboratori affidabili da coloro che non collaborano, in modo da non dover perquisire ogni auto, pacco e tasca. Le compagnie aeree operano già questa separazione. Hanno già a portata di mano profili dettagliati della maggior parte dei viaggiatori – da carte di credito, agenzie di viaggio e cronologie di viaggio – e di fatto ci arruolano come agenti di sicurezza aggiunti quando ci chiedono informazioni sull’imballaggio e la custodia dei nostri bagagli dopo aver accertato la nostra identità. La FAA utilizza tali dati, in modo limitato, con il Computer Assisted Passenger Prescreening System, che aiuta a individuare i passeggeri il cui bagaglio registrato dovrebbe essere sottoposto a un esame approfondito. Gli stessi principi possono essere applicati ai controlli di veicoli, pacchi, lettere e quasi tutto ciò che si muove.”

Queste parole già terrificanti allora, ora sono piena realtà; nei fatti siamo già divisi tra minacce e non minacce, siamo tutti costantemente monitorati dai nostri acquisti, dalle nostre abitudini, da cosa mettiamo mi piace sulla rete e cosa ricondividiamo. Ma questo non è l’unico esempio: nel 2002 il DARPA pianificava di creare un log di ogni cittadino, monitorando costantemente ogni sua opinione, ogni sua abitudine ed azione con i progetti Lifelog e Total Information Awareness. Oggi gli stessi modelli che il DARPA voleva usare, sono usati dai giganti della tecnologia, e noi partecipiamo attivamente a questa fornitura di dati, dati che vengono comprati da aziende come Palantir che finiscono a lavorare per i governi. Che a loro volta promuovono leggi come la KOSA e l'”Online Safety Act” che usano questi stessi dati per controllare i loro stessi cittadini e ora anche nell’UE si pianifica di creare apposite leggi per permettere di visionare i messaggi privati degli utenti, ponendo de facto fine alla crittografia end-to-end e alla privacy digitale.

Per far comprendere a pieno il lettore, segue un’intervista con la compagna Saoirse, cittadina del Regno Unito in Irlanda del Nord. L’intervista riguarda l’impatto dell’Online Safety Act sulla sua vita.

    “Qual è la tua esperienza con l’Online Safety Act?”
    Saoirse: In parole povere, non ha fatto altro che ostacolare il mio utilizzo effettivo di Internet. Ho bisogno di una VPN attiva quasi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, solo per accedere a Internet in un modo che non sia eccessivamente invasivo per la privacy.
    Questo riguarda molti siti, dai soliti noti come i siti per adulti a siti web persino innocui come forum online e siti di nicchia. Non puoi nemmeno guardare alcuni video di YouTube completamente sicuri per il lavoro senza dover fornire informazioni sulla tua identità.
    A mio avviso, questo è un precedente molto pericoloso da creare. Avere un collegamento a ciò che alcuni cittadini di un paese stanno facendo, dicendo o guardando su Internet è una violazione enorme della privacy delle persone. Soprattutto in un periodo in cui il governo del Regno Unito sta aprendo e reprimendo attivamente gruppi anticoloniali e anti-genocidio come Palestine Action.
    La cosa peggiore per me è che questa forma di governo non mi viene imposta dal mio stesso popolo, ma dal governo coloniale che mi governa. Questa non è una scelta degli irlandesi che vivono nelle sei contee occupate, o di chiunque viva in quelle sei contee, ma di un governo straniero che controlla noi e ciò che possiamo o non possiamo fare. Un governo di cui siamo sempre in balia e su cui abbiamo poca o nessuna voce in capitolo. Dobbiamo vivere secondo le loro regole, non secondo le nostre.
    “Prevedi che la situazione peggiorerà rispetto alla situazione attuale? Pensi che l’anonimato di Internet non esisterà più nel prossimo futuro? O pensi che sia già morto?”
    Saoirse: Probabilmente la situazione peggiorerà. Stiamo già assistendo a massicci attacchi contro l’opposizione, come Palestine Action, nonché a radicali violazioni dei diritti e all’oppressione nei confronti delle persone transgender come me. Il governo inglese prende sul serio queste iniziative, quindi perché non sfruttare queste leggi per stroncarle?
    Anche le discussioni sul divieto delle VPN dovrebbero essere significative. È chiaramente più di una semplice questione di sicurezza per i minori, dato che i bambini non hanno carte di credito per acquistare qualcosa come una VPN. Molte carte di credito per bambini limitano o proibiscono già l’acquisto di servizi simili alle VPN (come ho imparato durante la mia gioventù da pirata informatico). Perché vietare uno strumento come le VPN se non per imporre alla popolazione questi metodi di violazione della privacy?
    Per quanto riguarda lo stato della privacy su Internet, questo non fa che rendere ancora più difficile una cosa difficile da ottenere. Non scomparirà mai del tutto, ma l’obiettivo è renderlo troppo difficile da realizzare o da perseguire. Per costringere le persone meno esperte di tecnologia o coloro che non hanno tempo o capacità a ottenere la privacy online. Per affermare un maggiore controllo sull’accesso e sulla privacy delle persone su Internet, al fine di supportare le loro narrazioni.
    “Credi che questa spinta verso la de-anonimizzazione di Internet sia multipartitica? Credi che continuerà a prescindere dal cambio di governo?”
    Saoirse: È nell’interesse di ogni grande partito politico. Abbiamo avuto un certo grado di resistenza (principalmente ReformUK, un partito conservatore di estrema destra apertamente razzista), ma nulla che minacci seriamente la legge al momento. L’abrogazione non è del tutto impossibile con Reform in gioco, ma è molto improbabile a mio avviso.
    La ragione per cui Reform non apprezza la legge è in gran parte una questione di “libertà di parola”. Una “libertà di parola” di incitamento all’odio incontrollato, secondo la mia esperienza con loro e i loro sostenitori. A loro interessa la legge solo nella misura in cui consente alle loro opinioni più estreme di esprimere la propria opinione. Permette ai loro fanatici sostenitori anti-immigrazione di avere voce online.
    “Credi che questo importante sforzo per controllare la libertà di parola online nasca dalle massicce critiche che Israele ha ricevuto dall’inizio del genocidio di Gaza?”
    Saoirse: È un fattore determinante, senza ombra di dubbio. La reazione dei più progressisti tra coloro che sono sotto il governo del Regno Unito al genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza, ampiamente pubblicizzato e trasmesso in diretta streaming, ha rappresentato un duro colpo per il contributo del Regno Unito agli sforzi di Israele. Soprattutto in un momento in cui il Regno Unito sta aumentando le spese militari, la produzione e il commercio di armi.
    Il Regno Unito ha reagito anche alle proteste più inoffensive e pacifiche per la Palestina con una massiccia presenza della polizia e con la sua violenza, con diversi arresti effettuati indipendentemente dalla gravità della forza usata durante le proteste o dall’affiliazione organizzativa. Tutto, dalle marce di piazza alle violazioni di proprietà privata, ai disordini e agli atti vandalici contro le fabbriche di armi, è stato affrontato con la stessa forza. Una forza molto simile al genocidio ampiamente documentato online.
    “Credi che esista o che esisterà un movimento sufficientemente organizzato in grado di abrogare questa legge e simili atti di controllo oppure pensi che le cose peggioreranno molto prima che la gente comune intraprenda azioni concrete?”
    Saoirse: (1/2) Posso parlare solo a nome del movimento qui nell’Irlanda occupata, ma questo non ha fatto altro che rafforzare il crescente desiderio e sentimento di un’Irlanda unita e decolonizzata. Mentre il dominio coloniale su di noi scema e i più ardenti difensori dell’impero inglese in questo paese vengono sempre più vituperati per i loro crimini contro innocenti irlandesi e immigrati, il desiderio di decolonizzazione si rafforza.
    I nostri movimenti devono capitalizzare su questo malcontento e desiderio di miglioramento. Le organizzazioni marxiste in Irlanda stanno assistendo a un nuovo aumento di iscritti grazie alla loro intensa campagna contro questo tipo di leggi imposte attraverso il controllo coloniale. Mentre diventa sempre più evidente che la pace non è mai arrivata con l’accordo del Venerdì Santo, che solo la completa decolonizzazione è accettabile.
    (2/2) Anche al di fuori dei gruppi marxisti, questo è diventato un sentimento popolare; persino i socialdemocratici dello Sinn Féin (il partito più grande della colonia) saranno ampiamente d’accordo con questa valutazione. Abbiamo rinunciato alla nostra resistenza e in cambio abbiamo ottenuto la stessa oppressione, ma con un volto più benevolo. Questa è la conclusione del più grande movimento repubblicano irlandese, e sempre più spesso giungiamo alla conclusione che dobbiamo tornare a combattere.
    Guardiamo i palestinesi e vediamo noi stessi. Un altro gruppo di popoli colonizzati, sottoposti alla brutale violenza di una forza coloniale. Proviamo grande simpatia per loro perché abbiamo vissuto esperienze simili. Conosciamo il dolore della violenza coloniale, l’essere trattati come cittadini di seconda classe nel proprio paese, la distruzione delle nostre culture. Saremo sempre solidali per questo.
    Per gli inglesi stessi. Temo che la situazione dovrà peggiorare prima di migliorare. Non hanno le stesse convinzioni preesistenti di sottomissione coloniale o la via d’uscita “facile” di sottrarsi al governo inglese. Per quanto ne so, il movimento è frammentato e disomogeneo in Inghilterra. L’organizzazione non esiste e non credo che le condizioni per un cambiamento siano ancora adeguate. In Inghilterra, è meglio che gli inglesi si occupino prima del primo aspetto, in modo da essere pronti per il secondo. Non hanno il sostegno politico popolare o le forze paramilitari che abbiamo noi, quindi si trovano in una situazione molto più difficile per lottare per il cambiamento.

Insomma, come possiamo vedere, non esattamente qualcosa di roseo sotto cui vivere. Tuttavia, come diceva Mao: “se il nemico ci attacca, stiamo facendo qualcosa di giusto”.
È chiaro che la classe dominante ha paura del movimento reale organizzato e vuole reprimerlo a tutti i costi, perché sa che quello che sta succedendo è inaccettabile e che la popolazione è contraria all’austerity, al genocidio e al capitale. Ma questo è il periodo peggiore, perché il vecchio mondo sta morendo, e quello nuovo tarda ad arrivare. Ora è il periodo dei mostri e sta al movimento socialista e patriottico organizzato combattere questi mostri e portare il nuovo mondo.

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